APPUNTI DI VIAGGIO

... di un amico

 

Parole, immagini, sentimenti, compenetrati gli uni agli altri per descrivere, dire, comunicare.
Cose vecchie e cose più recenti riunite insieme per ripercorrere una intera esistenza vissuta giorno dopo giorno, attimo dopo attimo, con un “sentire” particolare; con la necessità di comunicare sensazioni, sentimenti, stati d’animo o semplicemente per descrivere cose, fatti, situazioni.
Questa necessità di comunicazione si è realizzata usando come mezzi la pittura, la fotografia, il teatro … ed anche, qualche volta, lo scrivere.

Parole usate come immagini, sequenze di parole come sequenze di immagini
Poesie? 
Possono essere chiamate così? A me piace considerarle, piuttosto, degli “appunti di viaggio”.
Cose così, tanto per dire tanto per fare fermate in momenti in cui urgeva la necessità di uno sfogo.
Nel rileggerle ho notato:
Che la parola “anima” viene usata spesso, forse troppo, ma non nell’accezione religiosa del termine piuttosto nel significato di interiorità, intelligenza, sentimento.
Che il lessico è troppo semplice e poco ampio. L’uso di termini ricercati e inconsueti, probabilmente, avrebbe migliorato l’estetica ma avrebbe fallito lo scopo della comunicazione e compromesso la spontaneità, la freschezza e l’immediatezza del linguaggio. 
Ho notato anche, con soddisfazione mista ad una punta di amarezza, come alcune intuizioni avute in gioventù abbiano trovato conferma, nel tempo, coi fatti che mi hanno condotto alla maturità.
Cose che escono oggi da un cassetto, dove sono rimaste troppo tempo fra vecchie carte. L’età mi ha permesso di superare il pudore del personale ed il timore del giudizio; ma rimangono, comunque,

Cose cosi...

            Tanto per dire 

                   Tanto per fare!


( tiemme)