IO E TE


Ti guardo
la tua immagine appare contorta,
come quando rimiro le cose
attraverso il diafano spettro 
di un bicchiere colmo di gin.

Il cinismo del mondo rovescio
ti ha resa di pietra
e mi doni, così, il tuo corpo
per darmi un ricordo (tu dici).

All’alba, dal letto disfatto
s’esala stanchezza, amarezza,
forse anche noia;
noia?
Ma la noia è pregio di spiriti grandi
ed io non son grande
son misero, inetto, schifoso,
se prendo il tuo corpo
così
come l’acqua che bevo
od il fumo che aspiro.

Io voglio col corpo anche l’anima tua

L’amor senza amor non è nulla,
nient’altro che l’atto che unisce due corpi
nel tempo d’un battito d’ali.

( tiemme)