Freddie Mercury
è la più grande leggenda del rock
Farrokh Bulsara nacque a Zanzibar, nell'odierna Tanzania, il 5
settembre 1946 da Jer e Bomi Bulsara: il padre era un
funzionario inglese di origine Parsi (una comunità di antica
stirpe persiana residente in alcune zone dell'India e praticante
un derivato dell'antica religione Zoroastriana). Svolse gli
studi presso la Saint Peter's Boarding School, a Panchgani
(Bombay), raggiunta dopo un viaggio in mare di 8 settimane.
Ottimo studente, dotato di un notevole talento artistico (era un
ottimo disegnatore), Mercury eccelse anche nello sport: fu
infatti un abile velocista e un discreto pugile, raggiungendo
buoni risultati anche in altre discipline sportive come l'hockey
su prato, il cricket e il tennis da tavolo.
Le sue doti, comunque, non gli impedirono di farsi notare per la
passione musicale che già nutriva. Infatti, dopo che il preside
ne parlò con i genitori, Mercury prese parte alle lezioni di
musica: entrò nel coro della scuola e imparò a suonare il
pianoforte grazie alla zia che lo avviò a questo strumento.
La caratteristica principale di Freddie Mercury era sicuramente
la sua straordinaria voce. L'emissione vocale che Mercury
riusciva ad avere a certe altezze di suono, associata ad
un'estensione davvero portentosa e ad un uso ottimale dei
risuonatori, conferivano alla sua voce "di testa" uno spessore e
una pienezza fuori dal comune, tanto da essere considerato dagli
intenditori una delle "poche grandi voci del Rock".
Fu nella scuola che frequentava che, nel 1958, nacquero gli
Hectics, dei quali Farrokh era il pianista. Nel 1962 termina gli
studi e riabbraccia i suoi cari a Zanzibar: soltanto due anni
più tardi la famiglia dovrà abbandonare l'isola, a causa
dell'instabilità politica, per trasferirsi in Inghilterra.
L'Inghilterra poteva soddisfare la passione per l'arte del
nostro; così, mentre occupava le vacanze con dei lavoretti
all'aeroporto di Londra Heathrow, il giovane Farrokh concentrava
la sua attenzione sulla pittura e sul design. Nel 1966 si
iscrive alla scuola d'arte di Ealing e i suoi studi in
illustrazione, grafica e design sono accompagnati dalla passione
per Jimi Hendrix e per il suo idolo John Lennon. All'epoca, il
suo gruppo preferito è quello dei Jackson 5.
Mentre lavorava presso alcuni periodici di Kensington, si unì
agli Ibex di Liverpool: tale gruppo cambiò in seguito nome in
Wreckage, ma si sciolse con l'arrivo degli anni settanta.
Farrokh rispose allora ad un annuncio dei Sour Milk Sea, che
stavano cercando un cantante. Avendolo sentito in prova, gli
altri membri del gruppo restarono impressionati dalla sua voce e
lo ingaggiarono, facendolo cantare in alcuni concerti ad Oxford.
Dopo questa esperienza il nuovo
cantante decise di seguire la band dell'amico Tim Staffell, gli
Smile, dandogli anche alcuni consigli su come eseguire una buona
rappresentazione nei concerti. Non molto tempo dopo, Tim
Staffell lascerà gli Smile, accettando un'ottima offerta di un
altro gruppo: gli Humpy Bong. Negli Smile, ove suonavano anche
Roger Taylor alla batteria e Brian May alla chitarra, Farrokh
sostituì allora Staffell, che ne era il bassista e cantante.
Conobbe anche Chris Smith con il quale incominciò comporre: fu
in quel periodo che scrisse una delle sue prime canzoni (Stone
Cold Crazy) che fu però pubblicata solo nel terzo album dei
Queen, Sheer Heart Attack.
Il giovane Bulsara terminò gli studi accademici nel giugno del
1969.
Quando Farrokh si propose di sostituire Staffel negli Smile,
cambiò il nome del gruppo in The Queen e cambiò anche il suo in
Freddie Mercury, in onore di Mercurio, il messaggero degli dei,
citato nella canzone My Fairy King, contenuta nel primo album
della band. Per sbarcare il lunario, Mercury e Taylor gestirono
per un certo periodo di tempo una bancarella di abiti usati.
Durante questo periodo conobbe quella che divenne la sua miglior
amica, Mary Austin (con la quale convisse per sei anni). Nel
1971, dopo quattro audizioni infruttuose, John Deacon venne
scelto in veste di bassista, scelta che poi si rivelò favorevole
per il successo del gruppo.
Sul palco, Mercury si esibiva con gestualità teatrale incantando
il pubblico, che veniva trascinato da tale personaggio
carismatico. La sua carriera musicale lo vide al centro
dell'attenzione di tutto e tutti, media compresi. Sebbene sul
palco Freddie si mostrasse come una persona spregiudicata ed
energica, lontano dalle luci dei riflettori era una persona
timida e riservata.
Durante l'incisione dell'album "Queen", Mercury aveva cantato
nel singolo I Can Hear Music (sul lato B, "Goin' Back") sotto lo
pseudonimo di Larry Lurex, peraltro coadiuvato dagli stessi May
e Taylor con i loro rispettivi strumenti.
Tra il 1982 e il 1983 Freddie ha collaborato con il cantante
americano Michael Jackson, per registrare tracce mai
ufficialmente rilasciate, ma presenti in internet, come State Of
Shock e There Must Be More To Life Than This (brano incluso poi
nel suo primo album solista, ma senza le parti vocali di
Jackson), più una canzone inedita chiamata Victory.
Nel 1984 la voce di Freddie Mercury
è nella colonna sonora del film Metropolis con Love Kills, brano
scritto ed inciso col musicista e produttore italiano Giorgio
Moroder. Nello stesso anno esce anche Foolin' Around, per la
colonna sonora del film Teachers, canzone che troverà posto sul
primo album solista di Mercury, Mr. Bad Guy, edito nell'aprile
1985. L'opera lasciò dubbiosa la stampa, anche per il fatto che
si trattava di un mix di elementi musicali eterogenei e
strizzava l'occhio alla musica elettronica e disco.
L'album si ricorda per canzoni
comunque belle e importanti quali I Was Born To Love You e Made
in Heaven, (che ritroveremo entrambe nell'album del 1995 dei
Queen, anch'esso chiamato Made in Heaven, in versioni differenti
incise col contributo del resto della band) e la versione
originale di Living On My Own. Nel 1987 Mercury appare
sull'album Time, colonna sonora dell'omonimo musical di Dave
Clark: Freddie interpreta e produce le struggenti ballate Time e
In My Defence. Del 1987 è invece la nota cover dei Platters, The
Great Pretender: edito su singolo in febbraio, il brano è il
maggior successo solista di Freddie (quarto posto nella
classifica inglese).
Nel corso degli anni, Mercury ha
collaborato con diversi cantanti tra cui Billy Squier, Jo Dare,
Eddie Howell e The Cross, gruppo parallelo ai Queen fondato da
Roger Taylor. Nel 1988 esce Barcelona, famosissimo duetto con la
soprano Montserrat Caballé: un disco per molti versi innovativo,
che per la prima volta unisce il rock all'opera (strada che
verrà seguita da Luciano Pavarotti e da altri in seguito). La
title-track diventa l'inno ufficiale dei giochi olimpici di
Barcellona 1992. La volta in cui Freddie conobbe Montserrat
Caballé, l'appuntamento che si diedero era nella hall di un
albergo di Barcellona: dopo un po' di tempo, Mercury si sedette
ad un pianoforte in sala, si mise a suonare, mentre la Caballé
iniziò a cantare insieme a lui. Andarono avanti tutta la notte,
e solo all'alba lasciarono l'albergo! Da questa notte
indimenticabile nascerà la collaborazione che porterà all'album
Barcelona.
Il 1976 segna un'altra importante svolta nella sua carriera
musicale e nella sua vita privata: Mercury, probabilmente
conscio di non essere totalmente eterosessuale, trasforma il suo
(presunto) rapporto di amore e passione con Mary Austin in un
rapporto di amore fraterno. Nemmeno i suoi genitori sono al
corrente della sua omosessualità: quando sono in visita nella
sua casa a Garden Lodge, Mercury chiama sempre l'amica per
creare un'atmosfera di normalità agli occhi dei genitori.
Mary Austin gli rimase vicino fino all'ultimo, occupandosi di
lui quando costretto a letto dalla sua malattia. Secondo
dichiarazioni da lei rilasciate, Mercury andava a trovarla
frequentemente sul posto di lavoro, e prima di trovare il
coraggio di chiedergli di uscire passarono cinque o sei mesi.
Mercury conobbe la Austin perché
amica di Brian May: gli venne presentata durante una discussione
che lui ebbe con May riguardo al nome da dare al gruppo. Mary
Austin è sempre stata messa in cattiva luce da molti amici di
Mercury, soprattutto dopo che egli le lascio la metà del suo
patrimonio, facendole ereditare così circa dieci milioni di
sterline. Mary Austin inoltre ereditò da Mercury la sua casa a
Londra, nella quale andò ad abitare. Molti collaboratori del
cantante, tra i quali il giardiniere Jim Hutton, che fu anche
l'ultimo amante di Freddie Mercury, furono così costretti ad
abbandonare la dimora di Garden Lodge. Nonostante i dissapori
con alcuni amici gay dell'artista, Mary Austin fu una presenza
costante nella sua vita, partecipando spesso alle tanto amate
feste organizzate da Mercury.
Nel 1980 Freddie si mostrerà al pubblico con un look
vistosamente differente: capelli corti e baffi, secondo il look
detto "clone", come a segnare una rottura con il passato. Il
1981 sarà un anno di transizione, la vita pazza e sregolata di
Monaco mette a dura prova la sua persona e alcune sue amicizie.
Le sue feste erano sempre dei grandi eventi in maschera, dove si
mischiavano molte diversità sessuali in modo molto aperto (come
si vede nel video di Living On My Own, ambientato a Monaco
durante il trentanovesimo compleanno di Mercury all'Henderson's
Club). Pare che i festeggiamenti per i suoi compleanni spesso
durassero intere settimane!
Dopo una parentesi solistica con l'album Mr. Bad Guy (suo
pseudonimo), che non ottenne molto successo, tornò a lavorare
con i Queen, vivendo liberamente la propria omosessualità,
spesso schernendo gli intervistatori che gli chiedevano se fosse
gay, a volte negando e altre volte ammiccando e dicendo frasi
come "sono gay come una giunchiglia". Insomma: non ammise mai
apertamente di essere omosessuale, ma non fece nulla per
smentirlo.
I Queen girarono un videoclip in cui
lui e tutti i componenti dei Queen apparivano provocatoriamente
travestiti da donne (la proposta originale fu di Roger Taylor,
il batterista, da un'idea della sua ragazza ispirata da una soap
opera: Coronation Street[1]). Mercury smentì però la
connotazione omosessuale del video con questa frase: "Ma il
travestimento del video di "I Want to Break Free" non è affatto
una dichiarazione di appartenenza gay; se avessi fatto una cosa
del genere, la gente si sarebbe messa a sbadigliare. Mio Dio,
guarda Freddie che dice di essere gay perché è una cosa di
moda."
Tuttavia il Freddie Mercury vero non era quello del
palcoscenico, ma l'autore di successi musicali che superano
tempo e culture differenti, quello che accolse la sfida di
produrre la colonna sonora di Highlander (oltre che di Flash
Gordon di Dino De Laurentiis), e che cantò con Montserrat
Caballé quando ancora Pavarotti non aveva ideato il suo
Pavarotti & Friends.
Nel 1987 aveva ormai abbandonato la sua vita attiva. Difatti non
partecipò più a concerti, asserendo che un uomo di 40 anni non
poteva saltare con una calzamaglia indosso. Alcune testate
scandalistiche cominciavano a sospettare che Mercury fosse
effettivamente malato; pertanto le voci in merito aumentarono
esponenzialmente durante i suoi ultimi anni di vita.
Si fecero sempre più rare le apparizioni pubbliche, quasi nulle,
ed egli visse sempre più nella sua villa di Earl's Court
(Londra). Mercury nascose il terribile segreto della sua
malattia anche agli altri membri dei Queen, per evitare che si
potessero preoccupare per lui, impedendogli di cantare.
Il canto, infatti, era la cosa che più gli dava sollievo, e così
dall'Inghilterra si trasferì in Svizzera a Montreux, dove
acquistò un appartamento e dove incise alcune tra le più intense
canzoni dei Queen. Cantò quasi fino alla fine, fece
l'impossibile per i suoi fan, spesso facendosi pregare di
smettere dagli altri componenti del gruppo, ma la musica e
l'amore della gente erano le cose più importanti per lui.
Memorabile la sua ultima apparizione
in pubblico nel video della canzone These Are The Days Of Our
Lives, tratta dal suo ultimo album con i Queen, Innuendo: il
cantante appare molto dimagrito, ha le occhiaie, veste elegante
e non porta più i suoi celebri baffi. In questa ultima
apparizione, nel video sono memorabili le ultime parole: "I
still love you" (Vi amo ancora). Un segno d'affetto per tutti i
suoi fan sparsi nel mondo, che non sanno nulla riguardo le sue
condizioni di salute.
Rientrò in Inghilterra due settimane prima della fine (come
confermato da David Richards al Freddie Mercury Memorial Day, a
Montreux, nel 2005), per stare vicino ai suoi cari.
Il 22 novembre 1991 Freddie convocò il manager dei Queen, Jim
Beach, per redigere un annuncio da fare pubblicamente.
Il 23 novembre fu diffuso il comunicato stampa dove dichiarò di
avere l'AIDS:
« Desidero confermare che sono risultato positivo al virus
dell'HIV, ho l'AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata
questa informazione fino a questo momento allo scopo di
proteggere la privacy di quanti mi stanno intorno. Tuttavia, è
arrivato il momento che i miei amici e i miei fans in tutto il
mondo conoscano la verità. Spero che tutti si uniranno a me, ai
miei dottori e a quelli del mondo intero nella lotta contro
questa tremenda malattia. »
Gli ultimi giorni di vita, Freddie Mercury era assistito dai
suoi amici più cari. Mercury fino all'ultimo non ha mai smesso
di donare sorrisi. Nell'intervista fatta alla sua costumista,
questa dichiarò d'essersi trovata in stanza con Mercury a
giocare a un gioco da tavolo con una bottiglia di champagne che
il cantante le chiese di scolarsi alla sua salute, dal momento
che lui non poteva più bere. Jim Hutton e Peter Freestone (così
come riferito da Freestone e Hutton in svariate interviste e nei
loro libri, "Freddie Mercury" e "I miei anni con Freddie Mercury"),
salirono in stanza per aiutare Mercury a cambiarsi gli abiti,
quando videro che non respirava più e diedero l'annuncio.
Appena 24 ore dopo aver emesso il comunicato, Freddie Mercury si
spense. Aveva 45 anni. La causa ufficiale del decesso fu una
broncopolmonite cagionata dall'AIDS. Morì nella sua casa ed il
suo corpo, cremato, è conservato dalla famiglia (un'altra tesi
ritiene le ceneri disperse nel lago di Ginevra, davanti alla
"sua" Montreux). Il suo funerale ebbe luogo tre giorni dopo il
decesso, in forma privata secondo le usanze zoroastriane.
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