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Gandhi, Mohandas Karamchand (Porbandar, Kathiawar, 1869 - Nuova
Delhi 1948), detto il Mahatma ("la Grande Anima"), I Gandhi
erano di religione vaishnava, appartenevano cioè ad una setta
hindù con particolare devozione per vishnù. Ottenuta una laurea
in legge a Londra, dopo avere esercitato per un breve periodo
l'avvocatura a Bombay, decide di partire per il Sud Africa per
sbrigare un complicato affare legale per conto di una casa di
commercio indiana.
Arrivato in Sud Africa subisce le prime esperienze personali:
sul treno che deve portarlo a destinazione, benché munito di
biglietto, viene allontanato dallo scompartimento di prima
classe perché riservato ai bianchi. A Johannesburg per colpa
della sua razza non trova albergo. Queste umiliazioni da lui
subite non sono dirette soltanto a lui ma a tutta la sua razza.
Nel maggio 1894 fonda il "Natal indian congress" una
associazione per la difesa degli interessi indiani nell’unione
sudafricana. Il Mahatma inizia a battersi per il riconoscimento
dei diritti dei suoi compatrioti e dal 1906 lancia, a livello di
massa, il suo metodo di lotta basato sulla resistenza
nonviolenta, denominato anche Satyagraha: una forma di
non-collaborazione radicale con il governo britannico, concepita
come mezzo di pressione di massa. Gandhi giunge all'uguaglianza
sociale e politica tramite le ribellioni pacifiche e le marce.
Alla fine il governo sudafricano attua importanti riforme a
favore dei lavoratori indiani: eliminazione di parte delle
vecchie leggi discriminatorie, riconoscimento ai nuovi immigrati
della parità dei diritti e validità dei matrimoni religiosi.
Nel 1915 Gandhi torna in India dove circolano già da tempo
fermenti di ribellione contro l'arroganza del dominio
britannico, in particolare per la nuova legislazione agraria,
che prevedeva il sequestro delle terre ai contadini in caso di
scarso o mancato raccolto, e per la crisi dell'artigianato.
Diventa il leader del Partito del Congresso, partito che si
batte per la liberazione dal colonialismo britannico.
Nel 1919 prende il via la prima grande campagna satyagraha di
disobbedienza civile, che prevede il boicottaggio delle merci
inglesi e il non-pagamento delle imposte. Il Mahatma subisce un
processo ed è arrestato. Viene tenuto in carcere pochi mesi, ma
una volta uscito riprende la sua battaglia con altri satyagraha.
Nuovamente incarcerato e poi rilasciato, Gandhi partecipa alla
Conferenza di Londra sul problema indiano, chiedendo
l'indipendenza del suo paese.
Gandhi divenne l'anima del movimento di resistenza che praticava
una duplice tattica: 1. non partecipazione ai prestiti,
boicottaggio dei tribunali e delle scuole statali, rifiuto di
ricoprire cariche civili o militari; 2. propaganda dello
swadeshi, rivendicazione della indipendenza nazionale.
Del 1930 è la terza campagna di resistenza. Organizza la marcia
del sale: disobbedienza contro la tassa sul sale, la più iniqua
perché colpiva soprattutto le classi povere. La campagna si
allarga con il boicottaggio dei tessuti provenienti dall'estero.
Nuovamente incarcerato, fu liberato.
Liberato per l'ultima volta nel 1944 dopo due anni di carcere e
un lungo sciopero della fame, partecipa ai negoziati che si
conclusero con la proclamazione (15 agosto 1947)
dell'indipendenza dell'India, ma anche con la sua separazione
dal Pakistan. L'atteggiamento moderato di Gandhi sul problema
della divisione del paese suscita l'odio di un fanatico indù che
lo uccide il 30 gennaio 1948.
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