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RENATO GUTTUSO
Artista, Intellettuale, Idealista, Politico PROTAGONISTA DEL NOVECENTO
Subisce l’influsso di pittori stranieri che intervengono con forme cromatiche espressioniste nella sua arte ancorata a modi veristi ed ancor più realistici. Nel 1933 abbandona gli studi universitarie e si stabilisce a Roma . Stringe rapporti di amicizia con Mafai, Pirandello, Cagli e Ziveri, che influenzano la sua pittura in senso "tonale". Nel 1935 partecipa alla II Quadriennale e nel 1936 alla Biennale di Venezia. Nel 1938 realizza il primo dipinto epico- popolare, La “fuga dall'Etna”, e tiene una personale alla Galleria della Cometa. Nel 1942 al Premio Bergamo, ottiene il secondo premio con la ”Crocifissione”, aperta denuncia dei disastri provocati dal Regime. In questo periodo studia e reinterpreta le scattanti figurazioni del Picasso post-cubista e accentua la sua vena polemica verso le questioni sociali, svolgendo un ruolo fondamentale nell’evoluzione in senso "realista" della pittura italiana. Notevole anche la funzione di tramite tra gli ambienti romani e quelli milanesi legati a "Corrente". Inizialmente la sua azione in favore di una pittura impegnata si svolge all’interno della sinistra fascista che fa capo a Giuseppe Bottai e alla rivista "Primato". Negli anni di guerra accanto ad Antonello Trombadori e ad altri esponenti del Partito comunista, partecipa attivamente alla Resistenza. Comincia la serie dei Massacri (raccolti nel libro Gott mit uns). Nel 1947 aderisce al Fronte Nuovo delle Arti . Dagli anni Cinquanta è l’esponente principale di una corrente "realista", politicamente impegnata a fianco del P.C.I., e spesso polemicamente in lotta con le tendenze "formaliste" di molta arte astratta. Muore a Roma nel 1987.
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