Poeta e
drammaturgo inglese
( Stratford-on-Avon,
1564 - 1616)
William Shakespeare, poeta e
drammaturgo, nacque il 26 aprile a Stratford-on-Avon, in
Inghilterra, nel 1564.
Poco ci è noto della sua infanzia e
della sua giovinezza e se le sue opere dimostrano buona
conoscenza della letteratura antica e di quella europea
contemporanea, non sappiamo però dove e come abbia condotto i
suoi studi.
A diciotto anni lo troviamo sposato
con Anne Hathaway, figlia di agricoltori di Stratford, che aveva
otto anni più di lui, e a ventuno William era già padre di tre
figli: Susan, Judith e Hamnet che morirà ancora bambino. Il
giovane padre, squattrinato e insofferente della vita a
Stratford, lasciò ben presto la famiglia per trasferirsi a
Londra in cerca di fortuna.
Cominciò a lavorare nel teatro,
secondo alcuni come inserviente. Viente incaricato di custodire
durante lo spettacolo i cavalli dei lord, secondo altri come
attore specializzato nell'interpretare il ruolo di sovrano.
Sappiamo infatti che più tardi, nell'«Amleto», recitò la parte
dello spettro del padre, che appare al giovane principe
all'inizio della tragedia. Benché la datazione delle sue opere
(stampate dopo le rappresentazioni seguendo i copioni di scena e
senza la supervisione dell'autore) non sia sempre sicurissima,
possiamo dire con certezza che egli cominciò molto presto a
scrivere.
Quando la peste impose nel 1593 una
temporanea chiusura dei teatri londinesi, aveva già al suo
attivo almeno due drammi di argomento storico, «Enrico VI» e
«Riccardo III », e una commedia, «La commedia degli errori »,
ispirata ai«Menaechmi» di Plauto. Nel periodo della peste
Shakespeare iniziò la stesura dei «Sonetti », in cui cantava una
passione profonda e angosciata con un'intensità ben lontana dai
modelli della poesia amorosa dell'epoca.
Compose anche due poemetti dedicati al giovane duca di
Southampton, che lo aiutò a diventare azionista nella nota
compagnia drammatica del lord ciambellano, in seguito passata
sotto la protezione del re Giacomo I.Grazie all'appoggio del
duca, Shakespeare divenne anche comproprietario di sale
teatrali, il Globe prima, il Blackfriars poi, e impresario dei
propri drammi; riuscì così ad accumulare una discreta ricchezza
che gli permise di acquistare a Stratford case e terreni.Può
sembrare strano che si insista tanto su vicende di affari, ma in
realtà gli unici documenti che possediamo sulla vita di questo
poeta sono documenti legali oppure registrazioni di nozze,
nascite, morti di familiari o edizioni delle sue opere.
La scarsità di dati ha permesso il
fiorire di numerose leggende, fra cui la più assurda è quella
che Shakespeare non avrebbe mai scritto nulla e sarebbe stato
semplicemente il prestanome del filosofo Bacone o del conte di
Oxford. Se delle circostanze concrete della vita possiamo sapere
poco, ci è invece facile conoscere la sua visione del mondo, i
pensieri, le inquietudini che ci vengono trasmessi attraverso i
drammi. All'inizio vediamo Shakespeare affrontare opere di vario
genere, dimostrando una già piena capacità poetica sia in una
tragedia carica di tensione giovanile come «Giulietta e Romeo»
sia in una vicenda storica dominata da un eroe negativo come
«Riccardo I» sia in una fiaba delicata e malinconica come il
«Sogno di una notte di mezza estate».
Alla fine del Cinquecento, nel
periodo coincidente con gli ultimi anni del regno di Elisabetta,
mentre l'Inghilterra celebra il proprio ruolo di nazione in
ascesa, Shakespeare ripercorre la storia del suo paese nei
drammi che hanno come argomento la vita dei re inglesi. In essi
disegna affascinanti figure di protagonisti però senza
esaltazione, anzi, descrivendo lucidamente gli inganni e le
crudeltà del potere. Questa consapevolezza della violenza più o
meno esplicita che sta al fondo dei rapporti umani si riflette
anche in commedie come «Il mercante di Venezia» o «Misura per
misura», dove il lieto fine non consola l'amarezza dello
svolgimento.
Con i primi anni del regno di
Giacomo I, periodo di ripensamenti e di timori per tutta
l'Inghilterra, coincide la composizione delle grandi tragedie,
«Amleto », «Otello », «Re Lear», «Macbeth», in cui Shakespeare
tocca forse il vertice della sua arte, capace di cogliere le
sfumature più nascoste e contraddittorie dell'animo umano.Più
dolce, più serena è invece la produzione degli ultimi anni, tra
cui, bellissima, «La tempesta ». È una favola venata di
tristezza, ma anche piena di sorridente indulgenza, come di chi,
consapevole del male e del dolore, è però capace ugualmente di
comprendere e di perdonare.
Dopo la rappresentazione de «La
tempesta» Shakespeare si ritirò a Stratford e lì, dopo alcuni
anni vissuti come un tranquillo gentiluomo di campagna, morì il
23 aprile 1616.
AFORISMI
Ama tutti, credi a pochi e non far del male a nessuno.
Amore guarda non con gli occhi ma con l´anima e perciò l'alato
Cupido viene dipinto cieco.
Attraverso le vesti stracciate si mostrano i vizi minori: gli
abiti da cerimonia e le pellicce li nascondono tutti.
Bisogna guardarsi bene dal concepire un'opinione molto buona
delle persone di nuova conoscenza; altrimenti nella maggior
parte dei casi si rimarrà delusi con proprio scorno o magari
danno,
Buona notte, buona notte! Separarsi è un sì dolce dolore, che
dirò buona notte finché non sarà mattina.
C'è poca scelta tra le mele marce.
C'è una storia nella vita di tutti gli uomini.
Che ogni occhio negozi per se stesso e non fidi in agente
alcuno.
Chi dorme non sente il mal di denti.
Chi ha la barba è più che un giovane, e chi non ha barba è meno
che un uomo.
Chi muore paga tutti i debiti.
Chi non ha denaro, mezzi e pace, manca di tre buoni amici.
Chiamami solo amore, e sarò ribattezzato.
Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni
la tua filosofia.
Ci sono spazio e mezzi per ogni uomo vivente.
Ciò che l'uomo osa, io oso.
Com'è amaro guardare la felicità attraverso gli occhi di un
altro!
Come arrivano lontano i raggi di una piccola candela, così
splende una buona azione in un mondo malvagio.
Con chi sta fermo il tempo? Con gli uomini di legge quando sono
in ferie, perché essi dormono fra una sessione e l'altra, e non
s'accorgono che il tempo si muove.
Cosa c'è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa anche con un altro
nome conserva sempre il suo profumo.
Dagli occhi delle donne derivo la mia dottrina: essi brillano
ancora del vero fuoco di Prometeo, sono i libri, le arti, le
accademie, che mostrano, contengono e nutrono il mondo.
Dolce è l'alba che illumina gli amanti.
Dubita che le stelle siano fuoco, dubita che il sole si muova,
dubita che la verità sia mentitrice, ma non dubitare mai del mio
amore.
È bella e quindi può esser corteggiata; è donna e quindi può
essere conquistata.
È ben pagato chi è ben soddisfatto.
E chi muore senza portare nella tomba almeno una pedata ricevuta
in dono da un qualche vecchio amico?
È davvero un buon padre quello che conosce suo figlio.
E' la reputazione una veste effimera e convenzionale, guadagnata
spesso senza merito e perduta senza colpa.
È tutta colpa della luna, quando si avvicina troppo alla terra
fa impazzire tutti.
È un cattivo cuoco quello che non sa leccarsi le dita.
Essere saggio e amare eccede le capacità dell'uomo.
Finchè possiamo dire: "Quest’è il peggio", vuol dire che il
peggio può ancora venire.
Fingi una virtù, se non ne hai.
Fortuna, buona notte, sorridi ancora una volta, fai girare la
tua ruota.
Fragilità il tuo nome è donna.
Gli indugi hanno fini pericolose.
Gli uomini di poche parole sono i migliori.
Gli uomini sono come aprile quando corteggiano, dicembre quando
sono sposati; le donne sono maggio quando sono ragazze, ma il
cielo cambia quando sono diventate delle mogli.
Gli uomini, in certi momenti, sono padroni del loro destino.
Ho sciupato il tempo, e ora il tempo sciupa me.
I nostri dubbi sono dei traditori che ci fanno spesso perdere
quei beni che pur potremmo ottenere, soltanto perchè non abbiamo
il coraggio di tentare.
Il buon vino è un docile animale domestico se se ne fa buon uso.
Il carosello del tempo porta con sé le sue vendette.
Il diavolo sa ben citare la Sacra Scrittura per i suoi scopi.
Il dolce latte dell'avversità, la filosofia.
Il dolore infierisce proprio là dove si accorge che non è
sopportato con fermezza. Poichè il ringhioso dolore ha meno
forza di mordere l'uomo che lo irride e lo tratta con disprezzo.
Il male che gli uomini compiono si prolunga oltre la loro vita,
mentre il bene viene spesso sepolto insieme alle loro ossa.
Il mio cuore aveva mai amato? Occhi rinnegatelo,perchè non ha
mai conosciuto la bellezza fino ad ora.
Il misero non ha altra medicina che la speranza.
Il nostro corpo è un giardino di cui è giardiniere la nostra
volontà.
Il piacere e la vendetta sono più sordi del serpente alla voce
di una decisione equa.
Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido invece che crede di
essere saggio.
Il senno si affida molto al passar del tempo.
Il silenzio è l'araldo più perfetto della gioia: sarei ben poco
felice se fossi capace di dire quanto.
Immaginare il bene ci rende soltanto più sensibili al male. Il
dente crudele del dolore non fa mai soffrire tanto come quando
rode la ferita e non la taglia di netto.
In cielo fanno economie: le candele sono tutte spente.
In nulla mi considero felice se non nel ricordarmi dei miei
buoni amici.
Inezie più lievi dell'aria sono per un uomo geloso prove più
certe delle sacre scritture.
Io capisco i tuoi baci, e tu i miei.
La bellezza provoca i ladri più dell'oro.
La colpa è così piena d'ingenua gelosia che si versa da sola per
timore d'essere versata.
La dolce misericordia è la vera insegna della nobiltà.
La fortuna guida dentro il porto anche navi senza pilota.
La gioventù che sta in casa ha sempre un ingegno fatto in casa.
La gloria è simile a un cerchio d'acqua che non smette mai di
allargarsi, fino a che si disperde in un nulla.
La mia biblioteca era per me un ducato grande abbastanza.
La morte, questo fiero sergente, è severa nella sua custodia.
La ricchezza del mio cuore è infinita come il mare, così
profondo il mio amore: più te ne do, più ne ho, perché entrambi
sono infiniti.
La saggezza e la bontà sembrano vili a chi è vile: la feccia
gode solo di se stessa.
La terra ha musica per coloro che ascoltano.
La vera grandezza non è nell'aspettare grandi cause per
muoversi, ma nel trovare degno motivo di contesa in un fuscello
quando è in gioco l´onore.
La virtù è ardita e la bontà non ha mai paura.
La vita è una favola narrata da uno sciocco, piena di strepito e
di furore ma senza significato alcuno.
L'abitudine è un mostro che consuma e distrugge tutti i
sentimenti, tutte le inclinazioni. Allo stesso modo è un angelo
in tutto ciò che dà inaspettatamente alle azioni buone e
virtuose una facilità, una sembianza naturale, che le fa credere
innate nell'uomo.
L'abitudine può cancellare il segno della natura, vincere li
malefici dell'inferno, e mondare un cuore con la sua insensibile
e meravigliosa potenza.
L'amicizia è fedele in tutto, tranne che nei servigi e nelle
faccende d'amore.
L'azione è più rara nella virtù che nella vendetta.
Le compagnie, le compagnie scellerate sono state la mia rovina.
Le cose dolci da gustare si dimostrano amare da digerire.
Le cose più dolci, una volta che diventano ordinarie, perdono il
loro delizioso piacere.
Le loro labbra erano quattro rose su uno stelo, e nell'estate
della loro bellezza si baciarono. .
Le mie parole volano in alto, i miei pensieri rimangono a terra;
le parole senza pensiero non vanno mai in paradiso.
L'inferno non è mai tanto scatenato quanto una donna offesa.
Loda di più la polvere un po' dorata che la doratura
impolverata.
L'oro, seduttore di santi.
L'uomo che non ha alcuna musica dentro di sé, che non si sente
commuovere dall'armonia di dolci suoni, è nato per il
tradimento, per gli inganni, per le rapine. I motivi del suo
animo sono foschi come la notte: i suoi appetiti neri come
l'erebo.
Ma Amore è cieco e gli amanti non vedono le dolci follie che
commettono.
Ma tu chi sei che avanzando nel buio della notte inciampi nei
miei più segreti pensieri?
Modella l'azione alla parola, la parola all'azione.
Nell'indugio non v'è ricchezza.
Nessuno ammira la celerità più dei negligenti.
Niente arriva a sproposito, se arriva insieme al denaro.
Non bisognerebbe affliggersi per ciò che è stato ed è senza
rimedio.
Non c'é nulla che sia buono o cattivo: a renderlo tale è il
pensiero.
Non è nelle stelle che è conservato il nostro destino, ma in noi
stessi.
Non l'amore bisogna dipingere cieco, ma l'amor proprio.
Non mangia che colombe l'amore, e ciò genera sangue caldo, e il
sangue caldo genera caldi pensieri e i caldi pensieri generano
calde azioni, e le calde azioni sono l'amore.
Non si è mai vista bella donna che non facesse smorfie davanti a
uno specchio.
Non siamo nati per supplicare, ma per comandare.
Non temere la grandezza: alcuni sono nati grandi, alcuni
raggiungono la grandezza e altri hanno fede nella grandezza.
Nulla è bene o male, se non si pensa di fare bene o male.
Nulla può andare male se viene insieme ai soldi.
Nulla sembra spregevole a quelli che vincono.
O cielo! Se solo l'uomo fosse costante, sarebbe perfetto.
O cuor di tigre nella pelle d'una donna.
O, un bacio, lungo come il mio esilio, dolce come la mia
vendetta.
Ogni fatica che ci è grata ha con sè il suo rimedio.
Oh! è eccellente avere la forza d’un gigante, ma è tirannico
usarla come un gigante.
Oh! guardati, mio signore, dalla gelosia: è il mostro dagli
occhi verdi che schernisce la carne di cui si nutre.
Parla piano, se parli d'amore.
Per prima cosa, ammazziamo tutti gli avvocati.
Piangere un guaio ormai passato è il modo migliore per tirarsene
addosso un altro.
Più di una bella impiccagione previene un pessimo matrimonio.
Più la Fortuna vuol favorire gli uomini, più li guarda con occhi
minacciosi.
Presta a tutti il tuo orecchio, a pochi la tua voce.
Procura che la tua amata sia più giovane di te, o il tuo affetto
per lei non durerà.
Può ben dire la sua un leone, quando a dir la loro ci sono tanti
asini in giro.
Quando ambiamo al meglio, spesso roviniamo ciò che è bene.
Quando arrivano i dispiaceri, non arrivano come singole spie, ma
in battaglioni.
Quando i ricchi furfanti hanno bisogno di quelli poveri, quelli
poveri possono fare il prezzo che vogliono.
Quanto è più crudele del morso di un serpente l'ingratitudine di
un figlio.
Quegli amici che hai e la cui amicizia hai messo alla prova,
aggrappali alla tua anima con uncini d'acciaio.
Quel che amore tracciò in silenzio, accoglilo, che udir con gli
occhi è finezza d'amore.
Quelli che soffrono d'indigestione stanno male quanto quelli che
muoiono di fame.
Queste gioie violente hanno una fine violenta.
Ride delle cicatrici d'amore, chi non ha mai provato una ferita.
Se l'amore è cieco, tanto meglio si accorda con la notte.
Se non ricordi che Amore t'abbia mai fatto commettere la +
piccola follia, allora non hai amato.
Se non ricordi che Amore t'abbia mai fatto commettere la più
piccola follia, allora non hai amato.
Se si trattasse ognuno a seconda del suo merito, chi potrebbe
evitare la frusta?
Se soltanto avessi servito il mio Dio con metà dello zelo con
cui ho servito il mio re, egli non mi avrebbe abbandonato nella
mia vecchiaia, nudo, ai miei nemici.
Sebbene per natura io non sia onesto, lo sono per caso, di
quando in quando.
Sei tutto ghiaccio; la tua gentilezza raggela.
Si dice che muore giovane chi è tanto giovane e saggio.
Sì, tutte le nostre gioie sono vane, ma ancor più vane sono
quelle che, comprate col dolore, ereditano il dolore.
Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni.
Son sicuro che l'afflizione è nemica della vita.
Sono le stelle, le stelle sopra di noi, che governano la nostra
condizione.
Temere il peggio spesso cura il peggio.
Tutti gli uomini sanno dare consigli e conforto al dolore che
non provano.
Tutto ciò che vive deve morire, passando dalla natura
all'eternità.
Un amore crollato, ricostruito, cresce forte, leggiadro, grande
più di prima.
Un giorno l'afflizione sorriderà di nuovo, e fino ad allora,
dolore, stai a cuccia.
Un giovanotto sposato è un uomo rovinato.
Un omicidio orribile, come tutti gli omicidi; ma questo ancor
più orribile, strano, innaturale.
Un uomo può pescare con il verme che ha mangiato un re e
mangiare il pesce che ha mangiato quel verme.
Un vero amore non sa parlare.
Una donna deve a suo marito la deferenza che un suddito deve al
suo principe.
Vivi per essere la meraviglia e l'ammirazione del tuo tempo.
William Shakespeare