COS' E'
"IL MIELE"
Il miele
è il prodotto alimentare che le api domestiche producono dal
nettare dei fiori che trasformano, immagazzinano e lasciano
maturare nei favi dell'alveare. Il miele è considerato un
alimento di riserva: solo le api (e pochi altri insetti a loro
simili) fanno miele. Hanno la necessità di accumulare scorte di
cibo e risolvono il problema trasformando il cibo fresco
dell'estate in un alimento a lunga conservazione. Come alimento
il miele è una fonte di zuccheri semplici e per questo è un cibo
altamente energetico e dolcificante. Non necessita di nessuna
trasformazione per essere consumato.
Fin dalla preistoria l'uomo ha fatto uso di miele e, di
conseguenza, sfruttato l'operosità delle api.
Il miele è il risultato di un'elaborazione di nettare di fiori e
di altri succhi zuccherini che le api succhiano e trasformano
durante la raccolta e, in seguito, conservano negli alveari. Per
raggiungere la quantità di un chilo di prodotto, le api devono
visitare almeno due milioni di fiori. Un chilo di miele è in
grado di sviluppare oltre 3000 calorie e apporta un valore
energetico equivalente a tre chili di carne bovina. Occorre
sottolineare che, ogni fiore è in grado di fornire un nettare
diverso e, di conseguenza, il miele prodotto si presenta con
colori, sapori, e densità differenti. Inoltre, il terreno ove
una determinata tipologia di fiore cresce, apporta diverse
caratteristiche al miele prodotto, quali, ad esempio, vari
minerali. Una delle peculiarità del miele è quella di essere
composto da zuccheri semplici, i quali sono rapidamente
assimilabili dal corpo umano. Questo significa che, anche una
minima quantità di miele, quando ingerita, offre un'immediata
dose di energia all'organismo. Il miele, infine, non ha una sua
scadenza come altri prodotti, poiché essendo un composto di
acqua e zuccheri è una specie di conservante. Ovviamente, se mal
conservato, può perdere freschezza o gradevolezza ma non si
rivelerà mai tossico o dannoso per l'organismo.
Il miele ha una natura duplice. Il ruolo delle api è
fondamentale nell'elaborazione del prodotto: solo a loro è
possibile compiere questo incredibile lavoro di spigolatura, di
raccolta di minuscole goccioline per assemblare quantità
significative di nettare, da trasformare poi con un processo
altrettanto minuto e paziente. La materia prima di partenza però
è di origine vegetale ed il miele finito deve le sue
caratteristiche, più che a ogni altro passaggio, alla natura,
alle caratteristiche e alla provenienza della materia iniziale.
Il nettare è una sostanza zuccherina che le piante producono
proprio per attirare gli insetti, che si fanno così vettori
inconsapevoli dei polline, l'elemento fecondante, che viene in
questo modo trasportato su altri fiori. Piante diverse danno
nettari diversi e di qui nasce la varietà del prodotto. Anche il
polline viene raccolto dalle api, ma non serve per
l'elaborazione del miele, ma come alimento proteico per le forme
giovanili. Nel miele il polline è presente solo in piccolissima
quantità, come componente accidentale.
Tutti i mieli all'origine sono allo stato liquido, con
l'abbassamento della temperatura molti di essi cristallizzano
anche in relazione ai fiori dai quali provengono. Questo è un
processo naturale, che non comporta variazioni se non di
aspetto. Il miele può tornare liquido se riscaldato a bagnomaria
a temperatura non superiore ai 40°.
Altro materiale di partenza per la formazione del miele è la
melata, in questo caso, è la linfa stessa delle piante, della
quale si nutrono insetti quali gli afidi e le cocciniglie. Il
surplus di sostanza zuccherina non utilizzata da questi insetti
viene riciclata dalle api.
Meglio di ogni altro prodotto, il miele, permette sforzi
violenti e prolungati. La sua assimilazione non richiede alcuno
sforzo da parte dell'organismo poiché è un alimento predigerito
dal mirabile lavoro delle api, che pensano ad arricchire di
enzimi vivi importantissimi per l'assimilazione da parte del
nostro organismo, di tutto ciò che mangiamo. Tutti coloro che
soffrono di disturbi digestivi, non avranno che da guadagnare
nel sostituire il miele allo zucchero. E' indicato per l'ulcera
gastrica. Il miele è particolarmente indicato nella dieta per
l'infanzia sia per la sua ben nota caratteristica già prima
citata ma soprattutto per la sua capacità, a differenza dello
zucchero, di favorire la fissazione dei sali minerali: calcio,
magnesio, etc... essenziale durante la crescita. Il miele
possiede leggere proprietà lassative. I costipati staranno
meglio sostituendo il miele allo zucchero. Agendo sulla flora
intestinale, combatte le fermentazioni. Il miele applicato
esternamente favorisce la cicatrizzazione delle bruciature e
delle ferite. Il miele attenua le irritazioni di gola quando lo
si lascia fondere lentamente in bocca, possiede, inoltre,
proprietà che deve alle piante che hanno prodotto i nettari
iniziali. Uno studio del dottor Peter C. Molan dell'Università
di Waikato, in Nuova Zelanda, ha dimostrato che il miele
contiene sostanze che impediscono la diffusione dei batteri
cariogeni. Gli enzimi contenuti nel miele producono acqua
ossigenata, che ha un'azione antibatterica.
Inoltre, il miele
riduce la quantità di acido nel cavo orale, cosa che inibisce la
produzione di destrano (in questo modo i batteri si fissano
sulla superficie dei denti). Il miele ha dimostrato un'azione
positiva anche contro parodontosi e gengiviti. Perciò mangia
spesso pane e miele, ma non comprare il miele troppo scadente
che trovi al supermercato, perché solo il miele di apicoltura
centrifugato a freddo contiene tutte le sostanze necessarie e
può esercitare la sua azione antisettica.
Aggiungere un po’ di miele, preferibilmente scuro, alla dieta
quotidiana, o meglio sostituirlo ad altri dolcificanti, non solo
accontenterà la nostra golosità, ma ci fornirà un salutare
apporto di antiossidanti. A confermarlo è Heidrun B. Gross,
ricercatrice dell’University of California-Davis. La Gross
ricorda come il miele è noto da secoli per gli effetti benefici
sulla salute, ed è da considerare non come un semplice
dolcificante, ma come un alimento prezioso da consumare tutti i
giorni.
Il miele contiene, infatti, sostanze denominate composti
fenolici che hanno proprietà antiossidanti, perché combattono i
radicali liberi, che sono sottoprodotti instabili del normale
metabolismo che danneggiano le arterie ed il DNA e possono
portare al cancro e ad altre malattie.
È semplice assumere integratori di vitamine contenenti
antiossidanti, ma la Gross consiglia di cercare quegli stessi
elementi negli alimenti che fanno già parte della nostra dieta.
A seguito di uno studio, condotto su 25 volontari adulti in
buona salute, la Gross ed i suoi colleghi ricercatori hanno
osservato che il miele può aumentare il livello degli
antiossidanti. Per 29 giorni, i partecipanti hanno aggiunto 4
cucchiai da tavola di miele di grano saraceno alla dieta
quotidiana.
I ricercatori hanno testato due tipi di miele di grano saraceno
con differenti importi degli antiossidanti. I campioni di sangue
prelevati all'inizio e alla fine dello studio hanno indicato
come il livello totale dei composti fenolici è aumentato in
entrambi i gruppi di volontari. Una precedente ricerca aveva già
indicato che una singola dose di miele può aumentare gli
antiossidanti, ma è la prima volta che uno studio ne testa l’uso
quotidiano.
I ricercatori consigliano dunque di aggiungere 2 - 4 cucchiai da
tavola al giorno di miele alla dieta, magari sostituendolo ad
altri dolcificanti che non forniscono lo stesso apporto di
antiossidanti. Si tratta di una quantità in grado di fornire gli
antiossidanti sufficienti a potenziare il sistema immunitario.
La ricercatrice consiglia anche quale miele scegliere. Il miele
di colore più scuro ha una quantità superiore di antiossidanti,
quindi è preferibile al miele di colore più chiaro.
Il miele, ha rappresentato, per millenni, l'unico alimento
zuccherino concentrato.Il nome pare derivi dalla parola ittita ,
lingua indoeuropea del gruppo anatolico, “melit”.