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Scendono dal gommone e lo tirano  fino a riva, lo svuotano dalle poche cose che avevano portato con loro.

Una cassetta con degli attrezzi, pochi viveri e pochi indumenti. Avevano deciso, che avrebbero portato solo lo stretto necessario che li avrebbe momentaneamente aiutati a sopravvivere i primi giorni…

Lo aiuta a scaricare il tutto, anche se lui avrebbe voluto far da solo; lei ha addosso solo un semplice pareo ed il sole, già alto nel cielo, con i suoi raggi scotta ogni cosa si trovi alla sua portata…

Trovato un primo riparo, la donna si accorge di avere la pelle delle spalle abbastanza arrossata, le pizzica, le brucia…

Il luogo dove hanno trovato riparo é circondato da un palmizio, lui prende dalla cassetta degli attrezzi, un piccolo machete e va a raccogliere delle noci di cocco.

Apertane una, ne raccoglie il succo nel guscio di mezza noce, la fa sdraiare a faccia in giù e comincia a rinfrescarle le spalle con quel liquido…

L’acqua del cocco lenisce il bruciore, mentre il massaggio si trasforma pian piano in una carezza.

Le sue mani sfiorano quella pelle serica con movimenti amorevolmente lenti e delicati; lei, socchiusi gli occhi, lascia che i suoi pensieri vaghino cullati dallo sciabordio dell’acqua sul bagnasciuga.

Ad un tratto lui si alza, raccoglie il machete e si allontana lasciandola, in ombra, raccolta in un  ristoratore dormiveglia.

Quando riapre gli occhi lui è poco distante, ha raccolto della legna, acceso un fuoco e sta arrostendo dei pesci che avrebbero rappresentato la loro cena.

Rose... non ha ancora recuperato le forze, rinuncia alla cena e dopo che lui consuma quel frugale pasto, le si accosta vicino, poggia la  testa verso i piedi di lei, prendendo a carezzarle delicatamente le gambe, viene colto dal sonno...

Sono svegliati dalla luce del sole che comincia a levarsi dal mare, recuperate le forze, fanno una corsa verso la spiaggia e si immergono felici nell’acqua.

Decidono di esplorare l’isola; lasciando dei segni di riferimento, si addentrano tra gli alberi, inerpicandosi su per una salita.

Ad un tratto sentono un rumore che riconoscono come lo scorrere di acqua.

Seguendo quel rumore trovano un corso d’acqua limpida e cristallina, ne bevono, poi cominciano a risalirne il corso, faticosamente.

Quasi d’improvviso si trovano di fronte uno scenario incantevole: gli alberi si allargano per fare spazio ad un laghetto, di un colore quasi irreale, mentre dall’alto una cascata vi versa le sue acque con un rumore che quasi copre le loro parole.

Lui indossa dei pantaloni che gli arrivano al ginocchio mentre lei é coperta dallo stesso pareo che indossava il giorno precedente.

Non una parola!

Si guardarono negli occhi e contemporaneamente, felici si tuffano in quelle acque fresche e cristalline. Nuotano verso la cascata, si fermano, scherzano un po’ scambiandosi spruzzi e ridendo; poi continuano a nuotare verso la cascata.

Ma le sorprese non sono finite, giunti sotto il violento getto d’acqua notano, in trasparenza qualcosa di scuro al di là  della parete liquida.

Spinti dalla curiosità e vincendo il naturale timore attraversano la cascata e …. Una cavità nascosta si rivela ai loro occhi.

Entrano!

Lo spettacolo é magnifico: un muro d’acqua al di la del quale si intravede il chiarore del  giorno mentre all’interno una luce azzurrognola e irreale illumina l’antro.

I loro indumenti sono zuppi,  la natura che li circonda é selvaggia ed intatta;  abbandonano i loro indumenti  e, nudi, si fondono con la natura liberandosi, nello stesso momento, di tutte le convenzioni.

Si stendono sulla roccia umida godendo della conquistata libertà.

I loro corpi sono vicini, ciascuno sente il tepore della pelle dell’altro; si guardano ed in un unico impeto di desiderio si abbracciano, le loro bocche si uniscono in un bacio dolce ed impetuoso allo stesso tempo.

La natura é restituita alla natura, divengono un tutt’uno con il selvaggio ambiente circostante.

E’  in quel momento che decidono che, in futuro, coprirsi sarebbe stata solo una necessità non l’obbedienza all’invenzione del pudore.

Lentamente riguadagnano l’uscita della grotta, poi la riva e si avviano verso il ritorno tenendosi per mano…

 

 

 F...R/C